Lo sapevate, era solo questione di tempo , ecco a voi vecchi articoli mai pubblicati perchè facevano schifo ma adesso tornano comodi perchè non ho mai tempo di aggiornare il Blog e Ragnarok è pressochè illetterato.

Titolo: La roulette russa, il sapore metallico in bocca e le band di cover anni settanta coi giubbotti di pelle e gli occhiali da sole

Commento: Post scritto quest’estate, trattasi di un duro atto di accusa contro non mi ricordo più cosa.

Allora, se c’è una figura sociale triste, abbruttente dal punto di vista morale, imbarazzante -dopo i clown-, è la band che suona cover di pezzi famosi del tempo che fu.

Giubbotti di pelle, il chitarrista preso bene che fa oscillare esageratamente la testa, la cantante conciata come una ragazza di Drive-in ( di quelle che flirtavano con Francesco Salvi). Di solito c’ è anche un bassista con i capelli lunghi ed unti.

E’ che mi fan deprimere. Mi mette disagio pensare alla triste condizione di ciascuno di loro: ok, hai derubricato, non fai pezzi tuoi, il sogno di sfondare -sei stato realistico – lo hai chiuso nella parte più buia ed umida del tuo cervello, e ogni tanto torni a trovarlo per torturarlo con gli elettrodi sui genitali. D’accordo, mi sta bene: tiri a campare facendo pezzi degli altri. Ma perché, Dio, PERCHÉ’ tutte le volte la scaletta è identica al mio cd “disco anni settanta” mischiato alla cassetta “musica divertente” nella macchina di un muratore coatto di ventinove anni della provincia di Treviso?

Spiegamelo!

E’ inutile che prepari sempre le stesse canzoni, tanto la gente non le canta.

Tu suoni nelle sagre, ci sono vecchi, famiglie, e ragazzotti che fanno l’edile o geometri. Ma allora! Tanto non si avvicineranno al palco, non canteranno tutti insieme il ballo di Simone! E, francamente, anche ipotizzando che lo facessero, saresti davvero contento?Lo chiedo al ragazzo dentro di te, che a vent’ anni si faceva le canne ascoltando Janis Joplin : dimmelo sinceramente, 40 persone che cantano e ballano scatenati “ Tanti auguri” di Raffaella carrà suonata da te, ti rendono felice? Io patisco in tua vece, lo giuro. Sei il silenzioso testimone delle dolci promesse della giovinezza che non sono state mantenute. La vita è crudele, e tu sei lì, con la tua chitarra in mano, il giubbotto di pelle, i capelli lunghi e unti, a dimostrarlo una volta di più.

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3 risposte a “Lo sapevate, era solo questione di tempo , ecco a voi vecchi articoli mai pubblicati perchè facevano schifo ma adesso tornano comodi perchè non ho mai tempo di aggiornare il Blog e Ragnarok è pressochè illetterato.

  1. Io no capire…

  2. giàbartolomeobatida

    TUCA TUCA

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