Raccontami una favola

La Sinistra e l’ Arcobaleno

C’era una volta nel paese del senza-se-senza-ma  un bambino intelligente ma molto povero. Sua madre era malata, e lui decise che sarebbe andato via di casa per cercare di  dimenticare di avere una madre malata. Mentre si incamminava lungo la strada che non conduce in nessun posto, si trovò in un campo vuoto dove c’erano due persone che stavano litigando.

 Si avvicinò, perché anche a lui piaceva molto far su grossi casini per futili motivi. Vide che i due stavano questionando perché il primo, un vecchio eccessivamente ben vestito, aveva scavato (male) una buca, e voleva buttarci dentro due strani oggetti che teneva in mano. L’ altro, un uomo grasso e calvo, con lo sguardo da prete che sevizia i chierichetti nella sacrestia, urlava paonazzo che glielo avrebbe impedito ad ogni costo. Il bambino intelligente ma molto povero disse loro:

“ Salve, sono un vostro simpatizzante, voi chi siete e cosa state facendo?”

Gli rispose il vecchio eccessivamente ben vestito:

“ Salve giovane, io sono il Re di qvesto paese del senza-se-senza-ma , nel quale ciavscuno dice sempve quello che vuove e gli passa pev la testa. Sono venuto in qvesto campvo a  seppellive  questi due oggetti, pevchè nessuno nel mondvo del senza-se-senza-ma si vicovda a cosa sevvano, e quindi ho deciso che li butto che fan solo polvere, e avrei dovuto favlo già qvindici anni fa.”

Al che l’altro gli rispose:

“ Tu non butti proprio un bel niente! Anche se non ci ricordiamo più a cosa servono questi affari, né li abbiamo mai usati, io non voglio che tu li butti via – piuttosto regalameli, che eccitano le ragazze minorenni. Inoltre ho scritto un libro sull’ argomento che mi è stato pubblicato dalla casa editrice del munifico Re del paese degli orchi-del-falso-in-bilancio (col quale io sono però formalmente in disaccordo).”

A quel punto il bambino intelligente ma molto povero disse saggiamente: “ Cercate di mettervi d’accordo”.

Ma quelli gli risposero che erano già dieci anni che stavano in quel campo cercando di accordarsi.

Fu proprio in quel momento che si trovò a passare di lì la bellissima figlia del Re, la quale sembrava un uomo, parlava come un uomo, pisciava come un uomo (Insomma era proprio un uomo, ma si sentiva una donna). Finì che l’ uomo grasso con lo sguardo da violentatore di chierichetti si innamorò perdutamente di lei (lui?), e per toglierseli entrambi finalmente dai coglioni il Re gliela concesse in isposa, e si fecero sei mesi di feste e riunioni e girotondi, poi  i due partirono in viaggio di nozze sul di lui furgone scassato pieno di attrezzi per seviziare gli autostoppisti.

Allora il Re e il bambino (che ormai era stato anche lui conquistato alla causa) tornarono nel campo, con i due oggetti da seppellire, e principiarono nuovamente a scavare (male) una buca.

D’un tratto arrivò un uomo correndo trafelato, ed urlava: “ Non vi permetterò di fare una buca qui! Questa zona è troppo importante da un punto di vista naturalistico per stoccarci dei rifiuti!”

Seguirono dieci anni di cause.

Visto che la situazione non si sbloccava, il bambino intelligente ma molto povero (nel mondo del senza-se-senza-ma si rimane sempre bambini e sempre poveri) andò a dire al tizio che non voleva si scavassero le buche che aveva visto passare un uomo molto grasso, il quale emetteva da dietro gas non euro 4. Allora il tizio corse urlando appresso all’ uomo molto grasso, ma quell’ uomo era Giuliano Ferrara da giovane, e se lo mangiò.

Così il Re e il bambino tornarono nel campo per seppellire i due oggetti, però scoprirono che nel frattempo Caltagirone ci aveva costruito sopra un ipermercato abusivo.

Allora non seppero che fare. Poi guardarono in cielo e videro l’arcobaleno.

Il bambino, che era un idealista, disse che al fondo dell’‘arcobaleno probabilmente i folletti potevano aver seppellito una pignatta d’oro. Se fossero andati alla fine dell’arcobaleno, avrebbero potuto disseppellirla, prendersi l’oro, seppellire al suo posto i due oggetti di cui non sapevano che fare, e con i soldi comprarsi tanti maglioni di cachemire.

Il Re,che era anche lui un idealista, concordò trattarsi di una buona idea, e così partirono.

Camminare sotto l’arcobaleno era bello, ma non si arrivava mai, soprattutto senza accordo sulla strada da seguire.

Visto che erano in due, decisero che uno avrebbe costituito la maggioranza decisionista, e l’altro la minoranza critica. Ovviamente litigarono per decidere chi dei due dovesse essere la maggioranza. Così fecero una costituente dalla quale risultò che c’era una tenue maggioranza decisionista, una minoranza critica, un’ ala trozkista ed una ancora più critica, che si scisse e se ne tornò a casa.

Ora che avevano stabilito le dinamiche dei rapporti di forza interni continuarono il viaggio. Però ogni volta che dovevano fermarsi, che uno dei due doveva fare pipì, che c’era un bivio, l’ assemblea di loro due doveva votare di nuovo, e c’era sempre qualche distinguo e qualche marcia o girotondo di protesta.

Arrivarono alla fine dell’arcobaleno 75 anni dopo, ed erano solo il 3, 47% di quelli che partirono, ma arrivarono.

Stabilito a maggioranza qual era il punto giusto, cominciarono a scavare (male) una buca per cercare l’oro e buttarci dentro i due oggetti che si portavano dietro da così tanto tempo, ma quasi subito e arrivò un uomo grasso e con la faccia da frate grasso che chiese loro:

“ SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, scusate, io credo di essermi perso. Mi chiamo Storace, e vengo dal lontano paese dei picchiatori-imbecilli , ma ho deciso di andarmene perché ritengo che i miei concittadini non eccellano più abbastanza in nessuna delle due cose. Sono ormai anni che cammino fortissimamente e irrevocabilmente verso destra, ed adesso mi ritrovo qui. Dove siamo?”

Il Re ed il bambino gli dissero che era finito al confine estremo della sinistra del paese del senza-se-senza-ma, ed egli si mise a piangere ed a temere pavidamente per la propria vita, perché il paese dei picchiatori-imbecilli è da sempre in guerra col paese del senza-se-senza-ma. Però il re ed il bambino lo consolarono,  ed i tre divennero amici perché in fondo si somigliavano.

Quindi, grazie all’ aiuto del nuovo amico si misero a scavare dappertutto.

Incredibilmente, l’oro c’era, e lo trovarono.

Appena videro la pignatta colma di monete luccicanti la tirarono fuori con le mani tremanti e piansero dalla felicità., buttarono nella buca vuota la falce e il martello che ancora si portavano dietro, e ci cagarono sopra.

Poi, visto che erano diventati tutti e tre ricchi, s’incamminarono felici verso il paese degli orchi-del-falso-in-bilancio.

FINE

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10 risposte a “Raccontami una favola

  1. odio essere talmente stupido da nn aver capito alcuni riferimenti e allegorie dei personaggi…

  2. Come sempre, geniale!

  3. Già, manco io c’ho capito molto…ma alla fine sti 2 simboli sono la calce e il cancello?

  4. Che amarezza… il paese degli orchi-del-falso-in-bilancio, laddove si trova la Locanda-dell’abbacchio-bipartisan, laddove c’è la bottega del fabbro-della-fattura-falsa-condonata-per prendersi-il-rimborso-iva-alla-faccia-del-piccolo-commerciante-onesto-odel-lavoratore-dipendente-tassato-alla-fonte

  5. W LA LEGA CHE CE L’HA DURO!!!!
    ALTRO CHE VOI FIGHETTE DEL PD!!!

  6. iloredlac, it essinev al aerrobes

  7. gasnobile AKA FIGHETTA DEL PD

    SI MIO BEL MASCHIONE LEGHISTA, FAMMI VEDERE COME CE L’HAI DURO CHE SONO TUTTA VOGLIOSA

  8. Mio dio.. mio Zio

    La favola della principessa Veltrona
    Nel regno di Noncè c’è il governo di Maipiu’ in un tempo di maghi, orchi e fatucchiere dove le favole avevano storie note e le storie note erano tristi..
    La principessa Veltrona ennesima Figlioccia di Re Baffino e Fassina la Magrona oggi apre il palazzo e debutta in società con tutti i nuovi e vecchi amici in una serata di ballo sfrenato.
    Trasformata la carrozza, come vuole la tradizione, con la zucca vuota di un vecchio ex giudice che non parla bene in Italiano, ma quando ci riesce spara cazzate immani.
    Il giudice con idee in pieno contrasto con un mago di nome Pannellix suo accompagnatore per la serata.
    Pannellix , colpito da tempo da demenza senile (ma nessuno se n’è accorto), che tra uno sciopero della fame e uno della sete ne voleva fare uno pure per i posti al banchetto non “SICURI” offerti dalla furbetta principessina trasformata in bagarino per l’occasione. I biglietti per i posti a tavola erano stati fotocopiati. Veltrona era convinta che il vecchio mago rincoglionito com’è non se ne sarebbe accorto… ma sul piu’ bello arrivò la strega Bonino dal convegno di Scopone Scientifico Europeo (luogo di lavoro estenuante) che sbattendo i pugni ha ridestato tutti persino la vecchia Mortadellina sorella della principessa lasciata fuori dalla porta.
    Mortadellina, sorella di Amatina erano state le precedenti reginette del ballo ma la loro bellezza è sfiorita in un battito d’ali.
    Mezzanotte si avvicina il salone delle feste è affollato, su tutti troneggia la cornice vuota che un tempo ospitava la foto di Fidel (ora di cattivo gusto) mentre i camerieri Ariani servono da bere agli ospiti Magrebini e Zingari tanto per non dare aditi a dubbi..
    La stanza accanto ospita il convegno “Ascoltiamo tutti in piena democrazia” da 254 anni mentre la sala cinema proietta tutti i film dell’artista Moretti a velocità rallentata per potersi godere le scene piu’ emozionanti (le droghe leggere sono comprese quelle pesanti le ha Pannellix).
    -Haaa che disdetta non poter essere presenti in questi bellissimi momenti ….- Dice sofferente un barbone in pullover di cashmir con la erre moscia. – E pensare che solo l’anno scorso ci amavamo -. Consolato dalla nuova fidanza Pecorara rimangono fuori al freddo.
    Accanto a loro ma poco piu’ in là un grasso orco con la barba che parla da solo …
    Ma ora la serata ha inizio e tutti si stringono in un grande abbraccio alla principessa … ma mezzanotte si avvicina e mezzanotte si chiama 13 e 14 Aprile!! …….. E il sogno Finisce
    CHI HA UN’ALTRA PRINCIPESSA DI RIMPIAZZO?

  9. addirittura? inizia a parlare in francese? speriamo che non ti veda gabry.

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